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venerdì 16 marzo 2012

I cereali ...


Un alimento naturale è innanzi tutto integrale ; un alimento che si presenta così come la natura lo propone, completo di tutte le sue parti che risultano commestibili.
Alimenti integrali sono quindi la frutta e le verdure fresche, i legumi, i cereali integrali(completi di crusca e di germe) , il sale marino integrale, la frutta oleosa (noci, nocciole, mandorle). Questi alimenti risultano ricchi di vitamine, di Sali minerali di fibre grezze. Il cereale integrale è un alimento ricco in amido, quell’elemento dal quale il nostro organismo trae più facilmente l’energia necessaria alle sue funzioni. Il cereale costituisce quindi quello che viene a volte definito “piatto di forza o di resistenza” per indicare che è soprattutto dal consumo dei cereali che deriva all’organismo la capacità di sostenere sforzi fisici prolungati e intensi (e non dal consumo di bistecche che, casomai, svolgono tutt’altra funzione). Nel cereale integrale ci sono anche le proteine, concentrate soprattutto nello strato più esterno del chicco, proteine che con la loro presenza consentono di ridurre la quota di proteine animali necessarie per coprire il fabbisogno giornaliero.
Completano la composizione di questo alimento così ricco (SE INTEGRALE): vitamine (soprattutto il gruppo B e la vitamina E); grassi polinsaturi particolarmente preziosi perché in grado di controllare, riducendolo, il livello di colesterolo nel sangue; Sali minerali (calcio, ferro, fosforo). A questo punto è facile capire come mai intere civiltà si siano sviluppate consumando frumento o riso o miglio o avena, quando invece il panino o i grissini che noi ora mangiamo non solo non ci sostengono, ma al contrario ci indeboliscono e ci rendono più predisposti alle malattie. Il cereale INTEGRALE va riportato nelle varie forme (chicco, fiocchi, pane) più abbondantemente sulle tavole fino ad arrivare a costituire il 40% 50% del cibo giornaliero, riducendo nel contempo la presenza delle proteine di derivazione animale.
Si ritornerebbe così a mangiare “pane e companatico” e non, come oggi, il “companatico” accompagnato da una fetta biscottata o un grissino!!!!!!!!!!!!
Consumare un buon pane integrale:
  • confezionato con farina integrale, macinata a pietra
  • a lievitazione naturale
  • cotte in forme rotonde di almeno un kg. Questo perché alla fine della lievitazione, prima della cottura il pane e molto ricco di saccaromiceti ed enzimi, elementi preziosi per la nostra salute, ma anche molto sensibili alle alte temperature. Se la forma del pane è rotonda e di un certo volume, al centro rimane una zona (“pulcino”) che non raggiunge durante la cottura le temperature elevate alle quali è sottoposta, ad esempio, la crosta. Nel “pulcino” rimangono vitali i saccaromiceti che, se il pane è consumato dopo uno due giorni dalla cottura, avranno tutto il tempo per ricolonizzare la forma. A questo punto il nostro pane sarà un alimento vitale, ricchissimo il flora batterica.

giovedì 1 marzo 2012

Il cavolo nero


Il cavolo nero è un ortaggio usato tipicamente nella cucina toscana ed è poco conosciuto. Ha delle foglie allungate, increspate, particolarmente sode e croccanti, di color verde molto scuro, quasi nere.
E' un ortaggio tipico del periodo invernale, dei primi mesi dell'anno.
Le coste, essendo piuttosto dure, impongono che il cavolo nero sia consumato previa cottura.
Il cavolo nero è ricco di sali minerali, quali calcio, ferro e potassio, e vitamine A, C, E ed acido folico.
Le foglie di un buon cavolo nero devono avere un colore cupo, scuro, assolutamente non devono avere una colorazione giallastra e devono essere carnose, consistenti e croccanti.
L'ortaggio si conservare ovviamente in frigorifero, nello scomparto della frutta e verdura. È un ortaggio resistente visto che si mantiene 4-5 giorni.
Le coste, particolarmente dure, vanno tolte tramite un'operazione chiamata "sbrucchiatura": impugnando con una mano la parte verde carnosa della foglia con l’altra mano si deve rimuovere la costa per poi sciacquare le foglie sotto dell'acqua fresca corrente.

I principali metodi di cottura sono:
  • A vapore: sminuzzando le foglie e cuocendole per circa 25 minuti.
  • Bollitura: usando dell'abbondante acqua salata (4 litri per 1 Kg di verdura) e cuocendo le foglie per circa 5 minuti.

Cavolo nero per contorno

Ricetta n° 438 tratta da: "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi.

“Levategli le costole dure, lessatelo e tritatelo fine. Se non avete sugo di carne fate un battutino di prosciutto e cipolla, mettetelo al fuoco con un pezzetto di burro e quando la cipolla sarà ben rosolata, bagnatela con un gocciolo di brodo e passate il sugo formatosi. In esso gettate il cavolo, conditelo con pepe, poco o punto sale, aggiungete un altro pezzetto di burro e altro brodo, se occorre, e servitelo per contorno al lesso o al coteghino. Alcuni usano per minestra, di arrostire fette di pane grosse un dito, di strofinarle coll'aglio, d'intingerle appena nell'acqua in cui ha bollito il cavolo nero, ponendoci sopra il cavolo stesso, ancora caldo, e condendolo con sale, pepe e olio. Questo, che chiamasi a Firenze cavolo con le fette, è un piatto da Certosini o da infliggersi per penitenza ad un ghiottone.”