Un alimento naturale è
innanzi tutto integrale ; un alimento che si presenta così come la
natura lo propone, completo di tutte le sue parti che risultano
commestibili.
Alimenti integrali sono
quindi la frutta e le verdure fresche, i legumi, i cereali
integrali(completi di crusca e di germe) , il sale marino integrale,
la frutta oleosa (noci, nocciole, mandorle). Questi alimenti
risultano ricchi di vitamine, di Sali minerali di fibre grezze. Il
cereale integrale è un alimento ricco in amido, quell’elemento dal
quale il nostro organismo trae più facilmente l’energia necessaria
alle sue funzioni. Il cereale costituisce quindi quello che viene a
volte definito “piatto di forza o di resistenza” per indicare che
è soprattutto dal consumo dei cereali che deriva all’organismo la
capacità di sostenere sforzi fisici prolungati e intensi (e non dal
consumo di bistecche che, casomai, svolgono tutt’altra funzione).
Nel cereale integrale ci sono anche le proteine, concentrate
soprattutto nello strato più esterno del chicco, proteine che con la
loro presenza consentono di ridurre la quota di proteine animali
necessarie per coprire il fabbisogno giornaliero.

Completano la
composizione di questo alimento così ricco (SE INTEGRALE): vitamine
(soprattutto il gruppo B e la vitamina E); grassi polinsaturi
particolarmente preziosi perché in grado di controllare,
riducendolo, il livello di colesterolo nel sangue; Sali minerali
(calcio, ferro, fosforo). A questo punto è facile capire come mai
intere civiltà si siano sviluppate consumando frumento o riso o
miglio o avena, quando invece il panino o i grissini che noi ora
mangiamo non solo non ci sostengono, ma al contrario ci indeboliscono
e ci rendono più predisposti alle malattie. Il cereale INTEGRALE va
riportato nelle varie forme (chicco, fiocchi, pane) più
abbondantemente sulle tavole fino ad arrivare a costituire il 40% 50%
del cibo giornaliero, riducendo nel contempo la presenza delle
proteine di derivazione animale.
Si ritornerebbe così a
mangiare “pane e companatico” e non, come oggi, il “companatico”
accompagnato da una fetta biscottata o un grissino!!!!!!!!!!!!
Consumare un buon pane
integrale:
- confezionato con farina
integrale, macinata a pietra
- a lievitazione naturale
- cotte in forme rotonde di
almeno un kg. Questo perché alla fine della lievitazione, prima
della cottura il pane e molto ricco di saccaromiceti ed enzimi,
elementi preziosi per la nostra salute, ma anche molto sensibili alle
alte temperature. Se la forma del pane è rotonda e di un certo
volume, al centro rimane una zona (“pulcino”) che non raggiunge
durante la cottura le temperature elevate alle quali è sottoposta,
ad esempio, la crosta. Nel “pulcino” rimangono vitali i
saccaromiceti che, se il pane è consumato dopo uno due giorni dalla
cottura, avranno tutto il tempo per ricolonizzare la forma. A questo
punto il nostro pane sarà un alimento vitale, ricchissimo il flora
batterica.